Catasto, ok per i metri quadrati

Catasto, ok per i metri quadrati

Nei mesi scorsi avevamo affrontalo la delicata questione della Rivoluzione del Catasto: niente più vani, ma i metri quadrati per determinare la rendita castale degli immobili, insieme ad altre componentistiche che ritroviamo spesso nella valutazione del mercato immobiliare ovvero la zona in cui è presente l’immobile, il piano, la presenza o meno dell’ascensore, lo stato di conservazione ecc…

L’altra grande novità dovevano essere le nuove categorie catastali. Le A/1, A/2, A/7 ecc avrebbero dovuto lasciare posto a due maxi-gruppi, di destinazione ordinaria e di destinazione speciale, suddivisi rispettivamente in otto categorie e in diciotto categorie. Distinzione Ordinaria - uso abitativo -, da O/1 a O/8 e Distinzione Speciale, da S/1 a S/18 Tutto questo sarebbe dovuto entrare in vigore a partire dal 2018 o 2019. Stando alle ultime indiscrezioni non succerà nulla di tutto questo poiché la macchina organizzativa per portare queste importanti modifiche sarebbe più complessa. Pertanto si andrà avanti con il numero dei vani.

Una novità c’è, ed è entrata in vigore dal 9 novembre 2015. All’interno delle visure catastali, quel documento che riporta i dati catastali dell’immobile (comune, zona censuaria, foglio, particella, subalterno, classe, numero vani e rendita catastale) compare anche la superficie catastale, ovvero la superficie complessiva di pertinenze, balconi ecc. I metri quadrati dell’unità immobiliare non avranno effetti sulla rendita che resterà calcolata sui vani

Arriva anche la superficie ai fini della Tari che, per le abitazioni, sarà calcolata al netto di balconi, terrazzi, e altre aree scoperte di pertinenza. Pertanto sarà possibile verificare la base imponibile ai fini del tributo comunale. Qualora si dovessero riscontrare delle incongruenze, sarà possibile fare le dovute segnalazioni al Catasto tramite un professionista